A Sombra

 

Una tesa emozione allo svolgere la rude plastica da quel contenitore blu, decorato di oggetti del Portogallo che vive. Quei momenti in cui vorresti accelerare gli eventi per arrivare pi celermente all'emozione che presagisci, ma la stessa emozione che avrai ti impedisce di farlo alterando i tuoi movimenti, pensieri e parole.
Una mano tremante non mia inserisce il blu-argenteo oggetto di musica nelle fredde e insensibili fauci dello stereo.
La musica si svela, con poche note...
La chitarra, gli archi arpeggiano danzando sulle note calde dei fiati. La melodia, donna aggraziata e maliziosa, ancora si nasconde, falsamente timida, tra le dita del famoso Antonio lasciando vedere alle nostre orecchie quei centimetri di sonora pelle che alimentano come sempre la morbosa voglia di possedere, di possedere la musica, di possedere la sua emozione.
Ricomincia l'esposizione del tema e la melodia concede la sua voce, come da dietro una tenda. Uno strumento ignoto canta con voce di donna, come fosse violino o viola, la melodia fantastica e onirica sussurrandola come si sussurra la ninna nanna ad un bambino. E' una melodia senza parole, il canto soave di una donna immersa nella profumata sua privacy. E questa voce fa emergere alla mente profumi di donna, la sua stanza, lo specchio complice di bellezza e scrigno dei suoi sguardi. E' una voce profumata, una voce di donna.
Ricomincia ancora il tema e con esso la donna appare da dietro la sua tenda, mostrando il suo viso e concedendoci la forza della sua parola. Si chiama Teresa, bellissima e dolente, ma serena e titanica. Si mostra a noi cos, nel suo viso e nei suoi gesti accorati e contenuti che muovono l'aria della nostra stanza con lo stesso fluire e scorrere della musica. Appare la sua voce, quella vera, quella cantata all'uomo e non pi al bambino, la voce chiede, urla il dolore e con esso l'amore.

Se a noite escura demora
Cativa dentro do peito
Pressinto quando me deito
A voz de algum
Que hoje no vem
E mora em mim a toda a hora

Se la notte oscura ritarda
chiusa dentro il mio petto
Sento quando mi stendo
la voce di qualcuno
che stanotte non verr
e che vive dentro me ogni momento

Si calma il canto e ritorna il sussurro.... la donna, che ci ha cantato, ora si richiude in se stessa in una preghiera al suo cuore. La donna piange... ma piange anche per la bellezza del suo amore, poich ogni pianto anche di gioia.

Falando grave e escondida
Por entre as coisas reais
Suspende a fora da vida
E no ningum: ah, no ningum
Somente sombra e nada mais

Parlando grave e nascosta
tra le cose reali
sospende la forza della vita
e non nessuno: ah, non nessuno
Solamente ombra e nulla pi

La donna sembra desistere piegata dal suo dolore. Non canta pi. E' sul letto, la testa tra le mani, pensando a chi non con lei, a colui per cui si dipinta dei colori del cielo. Lo vide nello specchio alle sue spalle, la sua mano presente tra i suoi capelli, la sua voce nei sospiri degli oggetti.
Ma lui non l, non verr, lontano vive, pensa e sogna. Di lui solo tracce esili quali parole e ricordi di tempi che furono. La donna piange e piange sola, mentre il cuore sospinge nel suo moto le lacrime agli occhi facendole fluire sul volto in archi umidi che l'amore tingerebbe di arcobaleno e che invece ora suonano note di dolore sostenendo la donna nella sua lotta alla disperazione.
La donna silente ricomincia il suo canto sussurrato, quasi interrotto e inframezzato da singhiozzi e lacrime. Ma la donna ha ricominciato a cantare. E' la speranza che la muove, che la sostiene, che innalza il suo volto, e la fa alzare in piedi, fiera e titanica per il suo dolore gi patito.

Porm a voz que se ouvia
Morre com a noite no cais
E o sol agora me alumia

Finisce la voce che si sentiva
muore con la notte nella via
e il sole ora mi illumina

La donna si alzata, vede il sole entrare timido ma gi caldo da un pertugio nella finestra e ha il coraggio di aprire quella finestra che per tante notti la ha rinchiusa nel suo dolore di lontananza. Apre quella finestra e lascia che sia il sole a curare ferite infettate dalla disperazione. E in quel sole saudade.
Alla finestra, guardando il mondo illuminato dalla luce dell'amore del suo amante, sente la speranza, il ritorno, il futuro.
E con la luce i suoni, gli archi e la chitarra, mestamente si ritirano nel loro mondo notturno di melodia, volgendo alla donna che hanno accompagnato nella notte un saluto caldo, arpeggiato e partecipe.

Corvinus

dal sito Madredeus - O Porto - http://go.to/madredeus