Expo '98

 

In una Piazza vicino all'Utopia 17/7/'98.

Il momento di maggiore intensità avvenne vicino alla fine. Quando Teresa Salgueiro ricordò che Venerdì 17, il giorno in cui i Madredeus avrebbero suonato il loro unico intero concerto all'Expo, sarebbe stato anche il 22esimo anniversario dell'occupazione indonesiana di Timor. E Teresa Salgueiro dedicò a Timor la canzone "Agora - Canção aos Novos". Ascoltata in silenzio, all'inizio, dalla folla sparsa per tutta la Piazza Sony - una delle maggiori folle registrate qui, la canzone venne applaudita quando il gruppo non era ancora a metà dello strumentale. Un pubblico che lentamente si acclimatò, mantenendo un attento silenzio lungo tutte le canzoni. Non era la solita folla ad un concerto dei Madredeus. La sola somiglianza sarebbe stata la diversità delle età. Per la maggior parte, il concerto di DN Day (giornale) alla Piazza Sony era il corollario di una giornata all' Expo. La prova? Il modo con cui tutti applaudirono, già dai primi accordi, "Haja o que Houver", la canzone che Teresa cantò con Josè Carreras alla inaugurazione dell'Expo. L'effetto della televisione sommato con l'effetto della radio. E, ora, il problema - la piazza non era grande abbastanza per le oltre 20000 persone presenti. Si noti inoltre che lo spazio non è stato pensato nella migliore maniera, considerando le masse che così tanti concerti hanno attratto. Molti furono lasciati a vedere il concerto sul Jumbotron e ascoltando in condizioni molto peggiori di coloro che avevano la possibilità di collocarsi in prossimità del palco. Fu soprattutto su "O Paraíso" che il concerto di un ora e mezza fu concentrato, durante il quale il gruppo presentò, a causa dei limiti, una differente successione di brani, rispetti agli altri concerti di questo tour che è agli atti finali. Teresa cantò magnificamente, dominando il palco, ma la gravidanza pesa su di lei, dopo tanti mesi in tournee "Coisas Pequenas" fu ancora scelta per iniziare. A seguire fu "Andorinha da Primavera", portando più movimento allo show, "Nao muito Distante" canzone della saudade, e primo climax, "A Tempestade" seguita immediatamente da "Canção do Tempo". E coloro che non hanno sentito il gruppo a partire da concerto al Coliseu di Lisbona lo scorso anno, iniziarono a notare le piccole innovazioni che sono emerse. Un esempio di una canzone che è cambiata (dalle tastiere di Carlos Maria Trindade) è "Guitarra", presa dall'album "Ainda". Se il suono ha cambiato questa canzone, "Os Dias são à Noite", per esempio, sembrò a noi che avesse un tempo più rapido del normale. "Guitarra" e "Vem", l'ultima da "O Espírito da Paz", che chiuse lo show , furono eccezioni alla regola seguita dal gruppo di non suonare canzoni di qualsiasi altra fase precedente quella attuale. Logiche concessioni quando ci si trova di fronte a una folla tanto grande, ma il gruppo non prese la strada facile offerta da canzoni come "Pregão" o "O Pastor". "À Margem"....."Os Foliões" furono altre canzoni scelte per questo lineup compatto di 14 canzoni, con Teresa che danzò, come è abituale per questa ultima canzone, con la medesima naturalezza con cui domina il palco in questi giorni. "Prima di finire...", disse la cantante prima di annunciare "Canção aos Novos" - e qualcuno vicino a me disse "Finire?". L'auditorium non aspetto molto prima di ascoltare le tre canzoni del bis. E così un gruppo sognato per suonare nelle piazze di questo paese ha dato vita a una piazza differente dalle altre. Più vicina all'Utopia, come le canzoni dei Madredeus.


Il Video-Estadio dell'Expo98 si riempì all'inverosimile per assistere al rientro a Lisbona dei Madredeus, alcuni giorni dopo l'aperitivo di tre canzoni offerto nella notte del Festival Red Hot + Lisbon". Sereno, Cristallino e calmo come l'acqua che corre nei rigagnoli dei giardii dell'Expo, lo spettacolo dei Madredeus ri rifà ogni volta alla voce di Teresa Salgueiro (bella e gravidissima), con gli strumenti a servire da tappeto sonoro, discreto, al brillare della voce della diva. Novità, in questo concerto, fu l'apparizione di temi vecchi al fianco di molte canzoni di "O Paraíso" - "Guitarra", "Vem" e, mi parve di sentire, ma non giurerei (potrebbe essere stato nella mia immaginazione), un accenno allo strumentale "As Ilhas dos Acores", furono ripescate dal patrimonio precedente del gruppo, al posto di alcuni classici del gruppo come "A Sombra", "O Pastor" o "A Vaca de Fogo". Altri punti alti furono "Os Dias sao as Noites" (la migliore canzone di "O Paraíso"), e gli inediti nel disco di studio, ma ora accessibili nel disco dal vivo "O Porto", "O Foliões", (con Teresa che offre un ballo al popolo) o "Canção aos Novos" (dedicato al popolo di Timor Est, poichè in quel giorno di Venerdì 17, cadeva anche il 22esimo anniversario dell'invasione indonesiana dell'isola del coccodrillo).