Il José Dimenticato

 

Penso che poche siano le affermazioni su Madredeus sbagliate quanto questa: "I Madredeus sono Pedro e Teresa". Eppure è questo che si legge sui giornali, è questo che si sente sulla bocca dei fan ai concerti. Penso che siano pochi i modi di essere così irrispettosi del gruppo e della sua musica, oltre che ovviamente di coloro che ci siamo dimenticati.

José Peixoto entrò nei Madredeus nel 1993. Compose al loro fianco i due album che hanno generato il cammino che Madredeus stanno percorrendo fino ad ora. In questi sette anni ha composto per il gruppo e per noi canzoni indimenticabili che annovero senza timore tra le migliori del repertorio dei nostri beniamini: vi basti pensare a "O Tejo", "O Fim da Estrada", "Carta para ti", Canção do Tempo". Queste canzoni sono capisaldi della produzione di Madredeus e la loro diversità dalle canzoni di Pedro è una delle principali ricchezze di "O Paraíso" e "Ainda".
Ma parlando esclusivamente del suo ruolo di compositore rischierei di dimenticarmi del suo ruolo forse più importante, quello di arrangiatore. Mi chiedo come sia possibile che critici affermati non si siano accorti della vulcanica creatività e ritmicità dei suoi arrangiamenti, in particolare in "O Paraíso"; ascoltate "A Andorinha da Primavera", "Canção aos Novos" o "Haja o que Houver" solo per citarne tre e vi accorgerete che gran parte del ritmo e della trama finissima di quelle canzoni provengono dalle sue corde. Vi renderete conto di come si possa dire che, se Pedro dona il colore a questo tessuto che rappresenta l'armonia della canzone, José ne stabilisce la qualità intrinseca, la lavorazione, il dettaglio, la lucentezza.
Credo che José sia uno dei migliori compositori e arrangiatori di canzoni che io abbia mai sentito e visto, ma credo anche che grande parte della strabiliante evoluzione tecnica ed emotiva di Madredeus in corrispondenza di "O Espírito da Paz" sia proprio dovuta al suo contributo. Ho come la sensazione che José abbia fornito a Madredeus gli strumenti indispensabili per ricreare quell'atmosfera che nei primi due dischi solo inseguivano; ha fornito tante nuove parole al vocabolario di Madredeus e ne ha rivestito la musica di quella eterea spiritualità che le nuove liriche e la nuova vocalità di Teresa richiedevano.

Il fatto poi che non sia propriamente un frontman o che sia una persona riservata e schiva non ci deve impedire di valutarne obiettivamente l'operato nel gruppo. José Peixoto è un Madredeus quanto Pedro e Teresa, quanto Carlos e Fernando. E della stessa carne, dello stesso sangue.

Se avrete quindi occasione di assistere ad un concerto fate caso a quella figura immobile alla destra di Pedro, ai margini del palco, ma non giudicatela per quel suo sguardo apparentemente indifferente all'emozione, ma piuttosto ascoltate con le vostre orecchie quanto siano generose le sue mani e le sue idee.
E quando avrete "Movimento" tra le mani e ascolterete per la prima volta la canzone "Olhar" fatemi il favore di ricordare che è sua...

Corvinus

dal sito Madredeus - O Porto - http://go.to/madredeus