Interview

 

"Cantavo Fado... ma a capella. Occasionalmente lo facevo con la chitarra, ma era un tipo speciale di fado. Sin da quando ero bambina amavo cantare, ma il fado mi è sempre sembrata una musica troppo intensa, che mette in gioco emozioni molto forti. Il mio amore per il canto viene da altre fonti, altri tipi di emozione.
Mia madre cantava sempre per me quando ero bambina. Così, quando feci un provino con altre cantanti per essere la cantante di Madredeus, le tre canzoni della prova mi sembrarono immediatamente familiari e vicine. Da allora, il canto è stata la mia più grande passione perché la musica di Madredeus non è fado, non è musica popolare, non risponde ad una definizione che la riduca. E' una grande passione, è una musica che è molto vicina alle emozioni più vere, ai pensieri della gente. "

Inês, che è una bambina bella come la madre, fa un giro nella sua culla nel mezzo della hall dell'hotel, mentre la signora Salgueiro ed il resto di Madredeus fanno i bagagli e si prendono qualche drink, portando avanti un viaggio iniziato 13 anni fa.

"Madredeus fa musica da 13 anni, ma in modo molto solitario. Il suo stile è molto originale. Ammiro moltissimo il modo con cui fanno lavori estremamente originali e personali artisti come Misia o Dulce Pontes, che sono figure di massima rilevanza nel Portogallo di oggi. Fanno musica in portoghese ma posso dire che noi siamo parte di un movimento estetico, poiché Madredeus ha scelto una strada unica. Lo stile di Misia ha molta storia, con un modo molto particolare di fare canzoni, e anche lo stile di Dulce è impressionante, anche quando canta canzoni di Amalia Rodriguez. La cosa importante è che in Portogallo abbiamo la gioia di vedere ancora la volontà di andare ai concerti, di vivere la musica in comunione e la cosa più importante di tutte è che la gente può ascoltare la sua propria musica cantata in portoghese."
"Quale ruolo ti corrisponde a parte quello di cantante, nella nave di Madredeus?"
"Io non compongo, canto solamente, ma sono generalmente presente quando Pedro scrive le liriche. Le parole che cerchiamo sono quelle fondamentali, perché corrispondono a cose vere. Devo cantare quelle parole sentendo un verità nel corpo. Questo è quello che canto, parole chiare che esprimono sentimenti veri."
"I movimenti di Pavlova delle tue braccia corrispondono ad una qualche tecnica di respirazione?"
"Non si tratta di nulla di conscio - sorride - non mi rendo conto di ciò che faccio quando canto. Qualche volta, quando guardo i nostri video, mi accorgo di questo. Dopo che registrammo il nostro secondo album, mi iscrissi al conservatorio. Lì incontrai le tecniche di respirazione, ma venni anche ad un bivio della mia vita: continuare come studente o continuare come cantante di Madredeus e ovviamente scelsi la seconda strada, ma la cosa più importante che imparai è che il meglio della musica viene dalla naturalezza, voglio dire, di pronuncia, di respiro, tutto deve essere naturale, il meglio è fare tutte queste cose in modo naturale. Se mi inscrissi al conservatrio fu per una sola ragione: perché amo cantare e sono interessata a imparare di più riguardo a questo, e non era perché desideravo o solo pensassi di diventare una cantante di opera, no, lo feci solo perché amo cantare. Ebbi anche un insegnante messicano al conservatorio, imparai molto da lui."
"Al conservatorio, di solito, categorizzano le voci. A quale categoria ti assegnarono?"
"Soprano leggero, ma questo è valido solo per il repertorio d'Opera e al di là di questo, le etichette non servono"
"Esiste una lingua più prosodica, più musicale che altre? Il portoghese per esempio?"
"Non so se è più musicale, so solo che è quella che capisco di più, quella che sento di più. E' un privilegio il cantare nella nostra lingua. Cantai in italiano ed in latino mentre studiavo in Conservatorio, con il mio docente messicano, ma la verità è che tutto dipende più che dalla prosodia, dalla familiarità che tu hai con quell'idioma"
"E' ancora il fado troppo forte per te?"
"Si, è troppo forte per me, occasionalmente lo canto con gli amici. Recentemente ho avuto l'opportunità di registrare due fado con il chitarrista Antonio Seiguí, che mi aveva invitato ad alcuni suoi concerti e nell'ultima parte dell'anno passato registrò il suo album, "El fado y otros portugueses". E' stata la prima volta nella mia vita che ho registrato del Fado."

Ora Madredeus è un grande costruttore di navi. Ma era una chimera. Parla ora con noi il creatore del gruppo, Pedro Ayres Magalhães

"L'idea era di costruire, a quei tempi, un idea. Ero giovane, avevo molti anni per lavorare sulla musica e volevo continuare ad essere un musicista, ma non ero assolutamente contento del futuro che si presagiva. Volevo tentare, a causa di ciò, a fare musica popolare in portoghese, poiché la tendenza era verso gli strumenti elettrici e verso una serie di attitudini legate alla musica elettrica che non volevo portare avanti. "Ho scritto molte canzoni per i vari gruppi che ho avuto. Erano cantate in portoghese, ma la batteria e le chitarre facevano tanto rumore che non si capiva quello che veniva cantato. La mia posizione nella discussione se avessimo dovuto continuare a cantare in portoghese o in inglese fu: togliamo le percussioni, suoniamo acustico, per comprendere il nostro idioma in musica. La mia idea fu di creare un gruppo di persone giovani, un atelier dove avremmo potuto coltivare le nostre capacità. Questo atelier funzionò egregiamente ma non si trattava della mia attività principale e nemmeno quella di Rodrigo: entrambi avevamo i nostri gruppi distinti.
"Il nostro gruppo, esisteva e cresceva perché volevamo fare canzoni e arrangiamenti che fossero accattivanti. Oltre che togliere le percussioni proposi un'altra variante: avevo studiato per molti anni la chitarra classica al conservatorio, ma avevo smesso ppoichéle prospettive come chitarrista classico era di fare concerti o di dare lezioni. Avevo una grande nostalgia della mia chitarra e quindi introdussi quella che mi piace chiamare "una bottega artigiana chitarristica", che è, insieme con la voce di Teresa e le canzoni, la tessitura distintiva di Madredeus".
"Questo gruppo che tu creasti con Rodrigo era chiamato "Herois do Mar" per un gioco di parole con "Le Fleur de Mal?"
"Non era per Baudelaire - Pedro sorride. Si tratta, in effetti della prima frase del nostro inno nazionale"
"Era ironia?"
"Era poesia"
"Come potè sbocciare una idea così cotro corrente di una musica popolare contemporanea con una identità culturale?"
"Penso che la cosa più importante fu il nostra proposito, la nostra idea iniziale che noi perseguimmo e che è che la musica deve avere un determinante ruolo sociale. Il gruppo crebbe, certamente, con queste preoccupazioni, anche se molte cose sono cambiate dai tempi in cui gli spettatori era gli amici, critici musicali, scrittori, e la gente che veniva per piacere e per convinzione al quartiere di Madredeus per ascoltarci. Era un gruppo che non era assolutamente "professionale", nel significato che l'industria musicale dà a questa parola"


dal sito Madredeus - O Porto - http://go.to/madredeus