Lisboa

 

Madredeus vive e si manifesta pienamente nella esecuzione dal vivo della sua musica. Da sempre. Sulla dimensione concertistica si fonda tutta una serie di tematiche vicine a Madredeus come quella del viaggio, della peregrinazione, dell'impresa "missionaria". E a questa dimensione concertistica di Madredeus è strettamente legato l'impegno sociale di questo gruppo: il viaggio visto come un modo di testimoniare con la musica la vicinanza dei popoli, degli spiriti, dei sentimenti.
Lisboa, registrazione live di un concerto al Coliseu dos Recreios risalente al 1991, ci permette di vedere o meglio, di sentire, l'esibizione di un momento di Madredeus molto distante da quello ritratto in "O Porto". E ci permette di capire come l'identità vera di Madredeus sia sempre stata la stessa e chela sua vera manifestazione avviene nei concerti, di fronte alla gente, nell'unicità di ogni teatro. Sto parlando di quella identità intimistica, fraterna e benevola che trasforma ogni concerto di Madredeus in una comunione composta di sentimenti, stati d'animo e passioni. Madredeus cambia, cambia la musica, cambiano i teatri. cambiano gli anni e gli spiriti ma l'identità di Madredeus è unica.
Se volete, potete pensare a Madredeus come se fosse una luce bianca, pura e intensa, inesprimibile somma di tutti i colori dello spirito; ogni concerto avrà la sua atmosfera, il suo "colore", determinato dal riflesso di questa luce sull'anima della gente, ma la sorgente rimarrà sempre la stessa, bianca, come il sole.

In Lisboa troverete un colore campestre, bucolico di Madredeus, apparentemente distante da quello sanguigno e arabescato di " O Porto", ma se avrete la pazienza di ascoltare e, soprattutto, di sentire, vedrete che nulla è cambiato, che tutto scorre ma che l'anima resta.
Teresa canta diversamente, in modo concentrato, perfetto, quasi timido, ma nella sua voce troverete inevitabilmente i segni inconfondibili che avete trovato in "O Porto", così come è possibile rintracciare in ogni bambina lo sguardo della madre.
Le canzoni sono diverse, il tono è diverso, le atmosfere sono diverse, la dimensione spirituale implicata differente, ma nulla è cambiato nel "rispetto verso ogni nota musicale" come dice Enriq Blanc, nulla è cambiato nella percezione del significato di musica, del significato dell'esibizione in concerto, del significato dell'atto di portare la propria musica davanti a gente di altri popoli, altre città.

Ricordo come se fosse ieri il giorno in cui trovai per puro caso "Lisboa" nella sua versione d'importazione americana in un negozio della mia città. Ricordo mentre la custodia mi sbatteva sulle gambe mentre tornavo a casa su di una bicicletta indiavolata. Ricordo quando entrai in casa e corsi in camera mia e dopo aver posto il cd nello stereo ed essermi sdraiato sentii le prime note dal vivo di Madredeus nella mia vita. Era "Matinal" e poi "A Cidade" e tutte le altre canzoni in quasi due ore nelle quali non percepii altro che il fluire della musica dalle mie orecchie al mio cuore.
Ringrazio i Madredeus per quei momenti di serenità che mi videro paralizzato su di un letto come un convalescente: un convalescente estremamente soddisfatto della propria malattia.

Corvinus

dal sito Madredeus - O Porto - http://go.to/madredeus