Madredeus e l'Amore

 

Tanto si è cercato di dire in passato del ruolo dell'amore nella poetica di Madredeus. Come sempre, non sono qui per rispondere a questa domanda ma per proporre ciò che sente il mio cuore che è risposta alle domande mie e non alla domanda in sè e per sè. Quella che vi propongo è quindi la risposta che mi piace dare, che voglio supporre vera, poiché bella e piena d'armonia.
L'amore è sempre stato un tema fondamentale nella poetica e nei testi delle canzoni di Madredeus, ma ha sempre cambiato forma, aspetto, e si è spesso nascosto in altre vesti, mostrandosi nei suoi effetti collaterali e non nei suoi sintomi caratteristici.

Il primo repertorio (Os Dias e Existir) proponeva il tema amoroso nella sua veste portoghese. Si tratta infatti di una musica, come dice Pedro, sul Portogallo e come tale ne ha descritti i tratti somatici, la cultura, il tono morbido e malinconico dell'approccio alla vita. E' musica che è frutto spontaneo della volontà di riscoprire con un nuovo linguaggio antichi significati che si stavano perdendo nell'appiattimento culturale post-moderno: e tra questi significati non poteva che esserci quello di saudade.
Il tema dell'amore ha chiaramente risentito di questo proposito proponendosi nella sua veste più "saudadosa" legandosi così al concetto di distanza che in modi molto diversi può essere letto. L'amore che emerge da canzoni come Adeus, O Pomar o Cuidado è un amore sofferente così come è sofferente la saudade, ovvero dolcemente. Si tratta di un amore dell'addio, un amore della distanza, del rimpianto per parole non dette, di momenti persi nella memoria, di un passato felice in compagnia della persona amata. E' quindi un amore centrato sul singolo e non "distribuito" su due persone facenti parte di una stessa entità (come direbbe John Donne). Non si tratta mai di un amore per una persona idealizzata, per una persona che abbiamo creato nei nostri sogni per sopperire alla mancanza di una concreta controparte; si tratta sempre di un amore per una persona reale, vera, ma inevitabilmente distante. Mi sembra quindi sbagliato limitarsi a considerare l'amore secondo Madredeus come un amore completamente platonico: nonostante i riferimenti alla carnalità non siano presenti in modo esplicito, trovo che siano benissimo espressi in questo "non dire", in questo astenersi. Ricordiamoci quindi che l'amore secondo Madredeus è sempre e comunque qualcosa che è o è stato assai concreto, reale, terreno; il fatto che poi questo sentimento venga trasfigurato e analizzato come qualcosa di trascendente non impedisce ad esso di avere solide radici terrene.
La distanza che "lega" i due amanti è spesso stata interpretata come la dimostrazione di una astrazione amorosa che sfocia nell'idealizzazione. Penso sinceramente che sia possibile e più corretto vedere questa distanza in termini non meramente spaziali: due persone spesso si trovano ad essere separate da una distanza non fatta di chilometri ma di anni, pensieri, ceto sociale, e da molti altri diversi impedimenti alla effettiva comunione di due anime. E' una distanza feroce perché lascia fisicamente vicini i due amanti ma pone tra di loro il semplice ed esile muro del dovere o della volontà. Il sentimento tra Romeo e Giulietta, quello di un Cyrano, o di un Gobbo di Notredame non era altro che saudade: una nostalgia per quei ricordi di attimi d'amore futuri che ci vengono preclusi da qualsiasi regola che ci venga imposta e che sia estranea all'amore.

Nel secondo repertorio (O Espirito e Ainda), l'approccio al sentimento diventa quasi metafisico e spirituale. I suoi sintomi terreni vengono interpretati al fine di scoprire la radice ed il significato recondito di "Sentimento", non come evento, ma come entità di cui non conosciamo l'origine e le ragioni di esistenza. E' quindi un amore che si distanzia dalla saudade, che abbiamo visto essere un sentimento molto terreno, e comincia addirittura a trascendere da se stesso. Diventa infatti difficile capire se ciò di cui parlano i Madredeus in questo repertorio sia realmente "amore" o qualcosa di più generale. L'amore viene qui visto come una manifestazione della irrazionalità umana, così come la guerra, il sentimento del rimorso, e della spinta al viaggio. Preferisco quindi vedere questo repertorio (in particolare "O Espirito da Paz) come una esplorazione dell'irrazionalità umana in tutte le sue forme e manifestazioni. Ed è proprio in essa che il percorso iniziatico della ragazza ci indica l'origine dell'universalità umana e la sua scoperta, incarnata nei sentimenti, come linguaggio universale dell'uomo porta a considerazioni sul senso e sul significato di pace, fratellanza, solidarietà.
Da una parte vi è quindi un discorso universale, ma dall'altro vi è la manifestazione di uno stato dell'anima, che identifica univocamente la cosiddetta "anima portoghese". Credo che essa possa essere vista come un atteggiamento, una forma di abbandono e cauta arrendevolezza ai sentimenti, e penso che sia proprio questo stato dell'anima a generare la saudade nel momento in cui affronta la "distanza" ed il contrasto tra la volontà ed il limite umano.
In definitiva l'amore viene qui visto come la più nobile manifestazione dell'irrazionalità umana; quella che ci deve indicare la strada da seguire per raggiungere la pace e la consapevolezza della comunione umana di uno stesso destino.

Nel terzo repertorio (O Paraiso e O Porto) vi è un ritorno forse ad una dimensione più intima dell'amore, una versione più instintiva, più manifesta. L'amore viene svelato, si parla di esso senza mezzi termini, scavando il più possibile in tutte le sue diverse componenti ed idiosincrasie. Si osserva quindi una riscoperta del significato della parola "Amore" nella particolarità dell'altro, nelle storie vissute insieme, nel tempo che gli dedichiamo. E' un amore più terreno, più vero e più sofferente, ma che mantiene sempre intatte le peculiarità tipiche dell'"amore secondo Madredeus".
Il proposito concettuale di questo repertorio rimane tuttora nebuloso ed è quindi difficile capire fino in fondo le ragioni per le quali il tema dell'amore sia tornato ad essere così terreno.

I Madredeus hanno quindi sempre proposto una visione dell'amore mitigata dal dolore-speranza che chiamiamo saudade. E' sempre un amore speranzoso e vivo, mai agonizzante, morbido, mai spigoloso e tagliente. E' un amore lirico nel senso che si parla sempre e comunque dei riflessi personali che il sentimento amoroso ha sul singolo, nonostante che l'amore descritto da Madredeus abbia sempre avuto la dimensione di amore di coppia.
Personalmente critico questa visione. La critico così come critico la maggior parte degli artisti, scrittori e musicisti, che hanno cercato di spiegarmi con le loro opere che cosa fosse il sentimento amoroso.
Dall'arte in genere spesso fuoriesce un amore dipinto su di una tela, inevitabilmente piatta. Penso che esso debba essere scolpito, mostrando senza paura, senza timore di dissacrare, ciò che vi è dietro, ciò che vi è prima. Ci viene sempre mostrato un amore istituzionale, di cui sono previste le fasi, secondo un protocollo universale che tralascia i tratti salienti: quelli della nascita.
Spesso vediamo nell'arte un amore "parziale" che vive a volte dell'utile, del progetto, della pianificazione, della statistica. Ma l'amore non è statistico, non vi è utilità, non progetta e non è progettato, non si pianifica ma accade e spesso accade che accada da una sola parte. Si parla dell'amore ma se ne parla sempre "in itinere", "in medias res", quando già è, e mai quando potrebbe essere e non diventa. E' un amore "politically correct" che segue regole di "par condicio", di "do ut des" che non esistono: è anche sangue, l'amore può essere anche solo sangue. Di questo ci si dimentica spesso, così che ci si dimentica che esso non esiste solo nella sua dimensione di coppia.
Esiste un amore solitario, devastante, autoritario e autarchico dentro di noi. Esso ci piega, ci attraversa come una lama, distruggendo pilastri della nostra vita, ricostruendo e poi distruggendo di nuovo. Ci muove le membra, ci fa tremare come foglie, ci tormenta i pensieri di ricordi che non abbiamo, ricordi di eventi futuri che il sogno rende reali. E' un amore che ci cambia, ci altera, ci fa volare in ogni sospiro dell'altro verso di noi e ci seppellisce sotto ogni suo silenzio.
Esiste un amore impossibile ed inopportuno, che esplode dentro di noi nonostante le nostre razionali remore. Esso ci sventra l'anima, poiché diventa fune tra Amore e Morale: il primo che ci spinge a dire, a fare, a cercare di cambiare un destino che ci ha voltato le spalle; la seconda che cerca di impedircelo ponendoci di fronte alle conseguenze di tali azioni. E, tirato da parti opposte da forze sì grandi, il nostro cuore si spezza nell'indecisione, nel pensiero. E' un amore che porta all'ira, all'ira funesta di chi ama alla follia e sa che non deve amare, di chi brucia e deve spegnersi, di chi si è sventrato e da solo deve guarirsi; e dopo l'ira, il pianto di dolore, per tutto il nostro sanguinare, e poiché dobbiamo sempre mostrarci contenti per questo e grati al nostro carnefice.
Serve troppo coraggio per urlare l'amore, per farlo gridare. Serve coraggio poiché è una dimensione dolorosa che cerchiamo sempre di rimuovere, di dimenticare, di omettere come con i bambini quando evitiamo di descrivere loro gli orrori del mondo.
Serve troppo coraggio per raccontare il pianto d'amore, le notti passate sotto l'assedio di pensieri funesti, quando il dolore diventa tanto forte da toglierti il respiro e le urla svengono in gemiti strozzati. Queste lacrime esistono e non le possiamo negare.
La mia è una visione parziale del problema, e ne sono perfettamente conscio. Non voglio dimostrarvi che l'amore sia dolore, solo dolore, poiché sbaglierei e poiché non è quello che penso.
L'amore è per me la luce della vita, il suo senso, la sua guida. L'amore è la vita. Non esiste niente altro per cui possa valere la pena di lottare, di soffrire, di sacrificarsi. L'amore è tutto, tutto sospinge, tutto crea, ma tutto può distruggere. Ma l'amore è comunque ciò per cui dobbiamo vivere, l'obiettivo della nostra ricerca, ma anche ciò di cui possiamo morire.
Madredeus, pur proponendone una descrizione meravigliosa, dettagliata, su vari livelli, pecca, a parer mio, di questa universale omissione: l'amore viene dato per scontato, e non lo è mai.
Ma forse si tratta di una scelta. Forse si vuole spiegare come l'amore possa essere qualcosa di molto ampio che non deve essere limitato al rapporto uomo-donna, come sostiene la nostra amica Esther Gomes. L'amore diventa così un amore allargato all'umanità, alla natura, un amore ubiquitario che ci permette di rendere tutto oggetto d'amore.
Penso che il messaggio che i Madredeus abbiano sempre dato con la loro visione dell'amore sia sempre stato quello di amare la vita, amare ogni suo istante, brutto o bello che sia, poichè è nella vita che possiamo trovare la poesia che è nascosta in noi stessi. La musica di Madredeus, le loro parole, fanno emergere alla nostra coscienza la poesia che portiamo dentro da sempre. Quelle immagini che vediamo e quella sensazione di pace che sentiamo nell'ascoltare la loro musica non sono altro che gli avamposti della nostra poesia nella nostra coscienza.
Ma qual'è il legame tra Poesia e Amore?

Corvinus

dal sito Madredeus - O Porto - http://go.to/madredeus