Madredeus ed O Paraíso

 

Il libretto dell'ultimo album di Madredeus inizia con una introduzione di Pedro Ayres Magalhães: " Questa è la musica che abbiamo composto per tutti i palchi che ci hanno ospitato. Il nostro motto di lavoro era : EVITARE LA SOLUZIONE FINALE. Sono convinto che queste canzoni continueranno a crescere con l'acqua della vostra attenzione". "O Paraíso" ha evitato l'apocalisse. E' un modo molto Madredeus di descrivere il difficile periodo che ha messo in discussione la sopravvivenza del gruppo nei primi mesi di quest'anno, con l'abbandono di due elementi, il fisarmonicista Gabriel Gomes and il violoncellista Francisco Ribeiro. Questo nuovo lavoro, già numero uno e disco di platino nel mercato portoghese, è una diversa interpretazione, più genuina, di questa tappa del gruppo. Più che l'ambizione di costruire una "grande opera" come O Espírito da Paz, vi è l'apertura a stili più universali cha acquistano colore dal Brasile, dall'Africa e dal Mediterraneo. Con l'assenza del violoncello e della fisarmonica si è liberato più spazio per la crescita vocale di Teresa Salgueiro, il cui ruolo è ora più importante. La sua voce sta ancora crescendo. Questa voce, se non la migliore, è una delle migliori voci del Portogallo. Nella sequenza di 14 canzoni che durano 70 minuti, si possono distinguere i temi dell'amore e della pace: Haja o que Houver, singolo scelto a scopo promozionale apre il disco, seguito dalla enigmatica e affascinante Os Dias sao a Noite che propone un ritmo di samba, fino ad arrivare a Capo Verde con A Andorinha da Primavera. Si mettono in evidenza canzoni come A Tempestade e Agora (Canção aos Novos), la prima composta interamente da Carlos Maria Trindade, mentre la seconda è una delle migliori canzoni scritte da Pedro Ayres Magalhães, dove le chitarre sono in grande evidenza. Vi è poi il climax delle canzoni di O Paraíso, O Sonho e O Fim da Estrada. In questa formazione, il chitarrista José Peixoto e il tastierista Carlos Maria Trindade hanno un ruolo chiave come compositori e creatori di nuove atmosfere sonore. In un repertorio che è ritmicamente molto più dinamico, Fernando Júdice, con la chitarra basso, che si unì ai Madredeus quando questi già stavano in procinto di registrare, merita grande ammirazione per la sua discreta presenza. Riguardo al concerto del 31 di Ottobre allo Zeiterion, posso solo dire che "O Paraíso" è stato portato qui a New Bedford in una notte in cui Teresa Salgueiro diventava cicerone delle nuove canzoni dell'album. Il concerto fu composto dalle canzoni del nuovo album più tre, tra le quali la meravigliosa Canção do Tempo. Canzoni come Os Foliões o As Janeiras, le altre che non sono state incluse nell'album, sono state pensate per il palco. Nella prima Teresa Salgueiro danzò, mentre nella seconda, durante il bis, il pubblico partecipò con il battere ritmico delle mani.

Ana Marçalo