New Bedford

 

Paradisiaco *

un repertorio completamente nuovo basato sulle canzoni del bellissimo nuovo album "O Paraíso" *

Francisco Resendes

Un nuovo sound, una nuova formazione (ancora quintetto con l'uscita del fisarmonicista Gabriel Gomes e del violoncellista Francisco Ribeiro e l'introduzione di un nuovo strumento, il basso acustico suonato da uno dei migliori bassisti portoghesi, Fernando Júdice, ex-Trovante), ma lo stesso universo tematico, la stessa pace interiore e quella musica che entra nel tuo cuore, vi rimane e ci porta in vari luoghi del Paradiso.... suggeriti dagli accordi delle tastiere di Carlos Maria Trindade, dalla chitarra di Josè peixoto e Pedro Ayres Magalhães e dal basso acustico di Fernando Júdice e, per noi, dal miglior strumento del gruppo - la voce angelica di Teresa Salgueiro, per noi ogni volta migliore: voce, maggiore libertà e spontaneità dei movimenti (ci piacque molto la danza in "A Praia do Mar") e anche una maggiore comunicazione con il pubblico. Erano già passati 25 minuti dall'ora segnata per l'inizio quando il quintetto entrò sul palco dello Zeiterion, tra gli applausi dei 500 presenti. Una bella canzone all'apertura: Coisas Pequenas, che sarebbe poi servita anche per chiudere lo spettacolo nel bis. Successivamente le altre canzoni nuove del gruppo: "Os Dias sao a Noite", "A Tempestade", "Não Muito Distante", "Haja o que Houver", "Andorinha da Primavera", "O Fim da Estrada", "Claridade", "A Praia do Mar", "À Margem", "Carta para Ti", "Canção aos Novos", "O Sonho", "O Paraíso" e anche due canzoni non contenute in "O Paraíso", "Os Folioes" e "As Janeiras", ispirate alla musica tradizionale Tutte le canzoni ci portano in luoghi distanti, riflessi negli universi e nei modi di pensare che il gruppo ha visitato e tutto l'album è, come ci ha detto Pedro Ayres Magalhães, un "dizionario di espressioni del mondo che abbiamo visitato". In tutte le canzoni, alcune più suggestive di altre, la tradizione musicale portoghese è la base, miscelata con influenze di altre atmosfere e tradizioni musicali, come quella brasiliana e quella africana, non suggerite dai messaggi delle canzoni, ma dai suoni, dagli accordi e variazioni. L'amore è un tema che viene trattato sotto diversi aspetti, ma più concretamente in "Carta para Ti" e "Coisas Pequenas". Il pubblico, molto presente, applaudì ogni canzone e ogni intervallo strumentale, "A Praia do Mar", "Coisas Pequenas", "Andorinha da Primavera", "Agora (Canção aos Novos)" e "Os Dias São À Noite" furono le canzoni più apprezzate. Dopo un intervallo di 15 minuti, il gruppo ritornò sul palco con il suo spettacolare show, dove, a parte la eccellente voce di Teresa Salgueiro, dobbiamo sottolineare l'esecuzione dei 4 strumentisti e in particolare di Pedro Ayres Magalhães e Josè Peixoto alle chitarre classiche. "O Sonho" e "O Paraíso" terminarono lo spettacolo paradisiaco dei Madredeus e tornarono successivamente sul palco per soddisfare il pubblico tutto in piedi, suonando "As Janeiras" e "Coisas Pequenas" Uno spettacolo che lasciò tutti i presenti incantati. Dopo lo show abbiamo potuto parlare con Teresa Salgueiro, Pedro Ayres Magalhães e Carlos Maria Trindade. "Sinceramente, mi è piaciuto immensamente questo spettacolo. Il suono era notevole, gli spettatori erano attenti, disciplinati, pieni di curiosità per il nuovo repertorio del gruppo. Questo ho percepito sul palco", ci disse il tastierista del gruppo Carlos Maria Trindade Riguardo ai recenti tour internazionali e alle reazioni del pubblico con la nuova formazione e con il nuovo album, Carlos Maria Trindade non ha dubbi: "Siamo sempre stati ben ricevuti e la gente, che a volte sapeva delle alterazioni subite dalla formazione, non ci chiese di suonare canzoni dagli album precedenti. Ascoltarono queste nuove canzoni, applaudendo ancora di più. In Mexico, dove abbiamo suonato per la prima volta, siamo stati sorpresi da un teatro pieno di persone, con 6000 persone, lì per ascoltarci. Fantastico e tutti dicono che ritorneremo presto in quel paese". Il nuovo disco "O Paraíso", nonostane sia stao pubblicato mondialmente il passato 20 di Ottobre, in realtà non si è ancora verificat negli Stati Uniti. Verrà qui pubblicato in Dicembre. Questo tour, quindi, viene fatto un po' in anticipo. Carlos Maria Trindade ci spiega: "Sì, questo tour avrebbe dovuto avvenire dopo la pubblicazione del disco, ma in verità stava già nella agenda da oltre un anno e dovevamo fare quindi i concerti. Tuttavia, speriamo di poter tornare negli Stati Uniti in Dicembre, per il lancio del disco in questo paese, con uno spettacolo a Manhattan". Sui progetti futuri del gruppo abbiamo sentito Teresa Salgueiro. "Dopo i tour annunciati, le nostre attenzioni si vanno a concentrare nell'Expo98, dove faremo alcuni concerti con musicisti invitati, tra cui uno dei migliori violoncellisti brasiliani e con una orchestra sinfonica, il che non è per noi una novità in quanto già facemmo un concerto con l'orchestra l'anno passato a S. Paulo e fu spettacolare", ci disse la simpatica cantante del gruppo, che nel finale si mostrava molto soddisfatta per come era proceduto lo spettacolo in New Bedford. Per conto suo, Pedro Ayres Magalhães, il grande "cervello" del gruppo, che si mostra molto entusiasmato con la nuova formazione, ci rivelò che "questa nuova formazione non può essere paragonata all'altra. Sono molte le differenze. Insisto che non dovremmo fare paragoni, anche se abbiamo lo stesso nome. Non si compone per basso, chitarra e tastiere nella stessa maniera con cui si soleva fare con il vecchio gruppo di strumenti. Gli arrangiamenti sono diversi. Per suonare le vecchie canzoni con questa formazione, dovremo studiare arrangiamenti completamente nuovi." Il giono successivo, al Berklee Performance Center, a Boston, secondo un nostro amico che assistì allo spettacolo, i circa 1500 spettatori furono completamente soddisfatti, con molti americani ad assistere e nel finale i Madredeus dovettero tornare sul palco per due volte, richiamati dalle entusiastiche ovazioni del pubblico... Bravo! Anche loro hanno avuto la loro esperienza paradisiaca!