Maria Soliña

 

Questo Ŕ il titolo della canzone che vede la collaborazione di Teresa Salgueiro nel progetto di Carlos N˙˝ez intitolato "Os Amores Libres". Per coloro che non sapessero, Carlos N˙˝ez Ŕ un artista galiziano che sta diffondendo la musica unica della sua terra, divenendone l'araldo nel mercato musicale di massa. La musica di cui stiamo parlando ha influenze celtiche ed iberiche e il risultato Ŕ assai strano. Comprai l'album con grande curiositÓ per questa canzone in cui avrei trovato Teresa alle prese con un contesto musicale completamente differente da quello a cui Ŕ solita (tuttavia, vorrei ricordare che la cantante di Madredeus non Ŕ nuova a queste "esplorazioni", dato che ha duettato con la famosa cantante jazz Maria JoŃo e avendo cantato canzoni di Gershwin). Ero curioso di testare la flessibilitÓ di questa straordinaria cantante. Ma veniamo alla canzone. Maria Soli˝a Ŕ un personaggio leggendario della Galizia. Si narra che questa donna, dopo aver perso il marito in un attacco di pirati, rimase vedova e fu successivamente accusata di stregoneria dall'Inquisizione e fu torturata e uccisa. Il libretto del CD ci spiega che questa storia Ŕ diventata la "metafora" dell'essere umano rimasto solo contro lo scorrere inesorabile della Storia". Preferirei definirla una tragedia, nel senso pi¨ vero e semplice del termine. Al primo ascolto della canzone, dopo aver letto queste note sul suo soggetto, si rimane attoniti dall'evidente dicotomia tra ci˛ che la canzone sembra narrare e quello che la canzone racconta in effetti. L'atmosfera ha quel tono algido cosý tipico della musica celtica. Ma Ŕ pi¨ dovuto al suono di particolari strumenti che non alla melodia che Ŕ invece eminentemente pop e che riserva alla musica celtica una lontana e quasi impercettibile influenza. Nulla ha il tono della tragedia in questa canzone. Nessun dettaglio armonico o melodico ha la forza sufficiente per farci cogliere l'intensitÓ della storia e dei sentimenti che stiamo trattando. Nessuno degli strumenti sembra avere l'espressivitÓ per comunicarci con mere note il dolore di una vita distrutta. Persino il ritornello, che cerca di veicolare una immagine titanica, Ŕ goffo e malfatto. In questo momento entra la voce di Teresa. Se la troviamo sicura e dominante nella musica di Madredeus o nella collaborazione con Chainho, qui appare un po' persa nel dilemma tra la fedeltÓ alla musica o la fedeltÓ al contenuto. Il risultato Ŕ una via di mezzo, saggia e misurata come sempre.
Al primo ascolto la voce di Teresa appare dolciastra, zuccherosa, fedele all'interpretazione di N˙˝ez, ma dopo diversi ascolti si riesce a sentire la profonditÓ dell'interpretazione della cantante lisboeta. La tragedia non si mostra, ma traspare, nella stessa maniera in cui una cattiva notizia traspare dagli occhi di chi ce la vuole nascondere.
La sofferenza di Maria pervade le "inflessioni nascoste" della voce di Teresa, permeandone i sospiri, avvolgendosi attorno ai vibrati. Si tratta di una scelta interpretativa che poche cantanti potrebbero fare, poichÚ poche cantanti sanno cantare su pi¨ livelli, dando alla linea melodica pi¨ di un significato, pi¨ di una emozione, pi¨ di una voce. Sarebbe stato facile scivolare nel melodramma, ma Teresa ne rifugge cantando un "dolore trattenuto" che ha tanto in comune con la saudade. Ma se da un lato riesce cosý a salvare una canzone emozionalmente povera, dall'altro la distrugge completamente. La presenza di Teresa Salgueiro rende la canzone instabile, disomogenea e ne scompone l'equilibrio sonoro ed interpretativo. Abbiamo giÓ detto che la voce di Teresa Ŕ grande, in un senso quasi fisico del termine, ed ascoltando questa canzone abbiamo la chiara impressione che la sua struttura armonica sia troppo esile per sostenere il "peso" della voce di Teresa. E' come se la canzone crollasse su sÚ stessa. Anche quando Teresa usa un cantare leggero e zuccheroso, la profonditÓ del timbro continua ad essere ben al di lÓ delle possibilitÓ espressive di una canzone che rimane comunque piatta, un fenomeno estremamente superficiale. Distruttivo Ŕ il potere dell'emozione sulla banalitÓ.

Corvinus

dal sito Madredeus - O Porto - http://go.to/madredeus